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CFP for EMoDiR panels at the RSA conference in Boston

CFP for EMoDiR panels at the RSA conference in Boston (31 March - 2 April 2016) - deadline June 2, 2015.

"Languages" of dissent in Early Modern Europe
EMoDiR (Early Modern religious Dissents and Radicalism)

We would welcome papers which investigate the communication strategies of early modern religious radicals and dissenters, the forms and media used for the transmission and circulation of their ideas, the discursive practices and the non verbal languages which define dissent. The papers can focus on the variety of experiences of religious dissent which characterize the early modern European context, and on the practices of identitarian resistance of Christian and non-Christian religious minorities.

What can be defined as a language of dissent? What are the media used by underground heretical groups? What are the strategies to unmask dissenting ideas? These are some of the questions that we want to address with this panel.
To submit a paper topic for consideration, please send a paper title, an abstract (150 words maximum) and your CV (300 words maximum) to Stefano Villani ( This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  ) by June 2, 2015.

 
 
Stefano Villani
Francis Scott Key Hall 2123
Department of History,
2115 Francis Scott Key Hall,
University of Maryland, College Park,
MD 20742 USA
 

Annual RSA Meeting (New York 27–29 March 2014)

Early Modern Dissent: Radicalisms, Libertinisms,  Heterodoxies  in Europe

We wish to examine the discursive constructions of religious dissent and the socio-cultural practices in Early Modern Europe. Considering dissent as a socio-cultural construction rather than doctrinal position we would like to deconstruct and historically contextualize such commonly used categories as dissent, radicalism, dissidence, libertinism, heresy, heterodoxy

If you wish to submit a paper, please contact Stefano Villani <This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. > or Federico Barbierato  <This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. >. 

Since session submissions are due by June 11, please send us proposals as well as a brief CV by June 7.

Melancholia/ae – Venezia, Novembre 2013

L’esperienza religiosa del “male dell’anima” e le sue definizioni in epoca moderna tra censure, dissensi e auto-rappresentazioni

Presentazione:

Il tema della malinconia, nelle sue diverse declinazioni storico-artistiche, mediche, letterarie, filosofiche, psicologiche costituisce l’oggetto di una vasta letteratura. Del resto, lo stesso termine “malinconia” è un termine polisemico, associato storicamente a una grande varietà di gruppi di significati non sempre assimilabili tra loro. Tra Cinque e Seicento, in particolare, subisce una sorta di dilatazione semantica. Esso diventa sinonimo non più soltanto, come voleva la tradizione fisiologico-medica risalente all’antichità, di una patologia dell’umor nero o di un’esperienza della sofferenza “morale” da parte degli individui ma anche di disordine mentale o emozionale, di un disagio descritto da chi ne era afflitto anche in termini di “abbandono”, “notte oscura”, “secheresse”, “tristizia” etc. e vissuto spesso, in termini di imitatio Christi. Se, sotto questa luce il termine malinconia si afferma e diventa una base per il discernimento dell’origine della sofferenza spirituale (divina, demoniaca, naturale), oltre che di un’attenta disamina di una vasta casistica e delle sue molteplici manifestazioni, al tempo stesso esso – come categoria polemica – diventa sinonimo di trasgressioni e comportamenti individuali o collettivi, ritenuti anomali. In ambito medico, teologico e giuridico, si fa largo l’idea che la malinconia possa essere l’espressione di dissenso, di un’incapacità o non volontà del soggetto di adattarsi a regole e consuetudini sociali, fino ad essere presentata polemicamente come un fenomeno collettivo riferito a gruppi sociali, a indicare una malattia ‘nazionale’ (English malady) o, in riferimento all’instabilità politica e religiosa del Seicento, arrivare ad essere indicata come “male del secolo”. 

Il seminario intende approfondire le diverse valenze semantiche del termine “malinconia” in ambito religioso in età moderna, sia in campo protestante sia in campo cattolico. 

Uno degli scopi principali del seminario sarà di indagare, approfondire ed evidenziare gli elementi di continuità, ma anche le specificità dei diversi discorsi sulla/della malinconia, all’interno dei contesti storici, socio-culturali, politici, geografici e linguistici nei quali essi furono prodotti. 

Si tratterà quindi di analizzare come si siano strutturati questi discorsi, in che modo siano stati utilizzati e da chi, in che modo si siano intersecati, quali siano stati i punti di contatto – ad esempio - tra discorso medico, filosofico, letterario, artistico e religioso, come siano cambiati nel corso del tempo, quali siano state le pratiche sociali e le tipologie di testi chiamati in causa. Da questo punto di vista sarà privilegiato un approccio interdisciplinare e transculturale, che – uscendo dalla tradizionale prospettiva confessionale - sottolinei incroci e comparazioni, anche tra diversi ambiti storiografici, dalla storia culturale alla storia di genere, dalla storia della medicina alla history of emotions. 

     

Le proposte potranno essere presentate a partire (ma non in modo esclusivo) dai seguenti temi, come singoli case-studies o con un approccio più teorico e metodologico:

  1. analisi del linguaggio e/o dei linguaggi della malinconia con particolare attenzione ai trattamenti medici e spirituali proposti per comprenderla, analizzarla e/o per curarla. Si tratterà di riflettere sulla percezione individuale e di gruppo della sofferenza spirituale e sulle definizioni discorsive delle sue cause naturali o sovrannaturali, degli argomenti che contribuiscono alla stigmatizzazione/censura dell’esperienza o, al contrario, alla sua valorizzazione spirituale. Temi proposti: malinconia e devozione; malinconia come prova spirituale; tristitia spiritualis; interpretazioni e tematizzazioni religiose del suicidio; corpo/anima e “anatomie dell’anima”; etc.
  2. L’utilizzo del termine “melanconia” in senso dispregiativo, da parte delle diverse ortodossie confessionali, per stigmatizzare l’irriducibile distanza non soltanto di singoli ma anche di interi gruppi rispetto agli imperativi o ai modelli sociali e religiosi imposti e per depotenziarne l’eventuale carica eversiva. Si tratterà di definire e studiare le procedure che, se da una parte escludono i dissidenti dalla comunità fissando così i confini della norma, d’altro canto provocano spesso il paradossale effetto contrario, legittimando gruppi o singoli “settari” o “eccentrici” che finiscono per intravedere proprio nello stigma il tratto distintivo della propria identità. Temi proposti: malinconia come “male del secolo”; malinconia e ateismo; la “malattia dei monasteri”; la critica degli scrupoli religiosi e dello zelo, etc.
  3. Il nesso tra malinconia, possessione demoniaca e «inordinate devozioni» fu anche Leitmotiv di tanta contestata spiritualità e mistica dell’epoca in campo cattolico. D’altra parte, sia in ambito cattolico, sia in diversi contesti protestanti, il dibattito intorno alla malinconia si è saldato con quello più ampio riguardante il fanatismo religioso o l’“entusiasmo”, termini con i quali venivano etichettati i gruppi millenaristi, le sette radicali e i primi quaccheri o i camisards, che furono oggetto di dettagliate analisi teologiche, sociali e mediche nelle quali si cercava di distinguere tra vera e falsa ispirazione, tra dimensione naturale e sovrannaturale, tra malinconia e possessione. Temi proposti: malinconia come segno di fanatismo, entusiasmo, millenarismo; malinconia e possessione diabolica; malinconia e “affettata santità”; etc.

Il seminario si svolgerà a Venezia nei giorni 28-29 novembre 2013 (date da confermare) ed è finalizzato alla pubblicazione di un numero monografico o di un volume sull’argomento.  

Gli/le interessati/e potranno presentare una proposta di intervento della durata di 20 minuti e/o una proposta di contributo scritto (della lunghezza massima di 40.000 battute).

Coordinamento scientifico: Alessandro Arcangeli, Federico Barbierato, Adelisa Malena, Chiara Petrolini, Lisa Roscioni, Xenia Von Tippelskirch, Daniela Solfaroli Camillocci, Stefano Villani.

Modalità di presentazione delle proposte: le proposte di intervento o di contributo scritto (max 3000 battute), corredate da una breve nota bio-bibliografica,  devono essere inviate entro il 15 febbraio 2013 ad Adelisa Malena (adelisa.malena [at] unive.it) o a Lisa Roscioni (lisa.roscioni [at] unipr.it).

Lingua: italiano, inglese, francese

Qualora sia possibile trovare dei fondi, garantiremo ai/alle relatori/trici l’ospitalità e i pasti. Sempre se le disponibilità di budget lo consentiranno, copriremo anche le spese di viaggio. 

Per ulteriori informazioni: http://emodir.net; This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

MELANCHOLIA/Æ

MELANCHOLIA/Æ

The religious experience of the ‘disease of the soul’ and its definitions in the early modern period: censorship, dissent and self-representation – Venice, November 2013

In its various historic-artistic, medical, literary, philosophical and psychological manifestations, melancholy has been the subject of a vast literature. Moreover, ‘melancholy’ – the word itself – is a polysemic term historically associated with a large variety of groups of distinct meanings. In particular, it underwent a sort of semantic expansion between the 16th and 17th century.

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